TREKKING

Trekking
Escursioni

Il Museo della Vecchia Officina
Alle porte della Miniera di Calamita, nel cuore del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, vi accoglierà il Museo della Vecchia Officina, allestito nelle officine del Cantiere Vallone, a 6 km da Capoliveri. Là troverete la storia delle miniere, dei cavatori e degli ambienti che hanno vissuto, ricostruiti con oggetti ed arredi originali, antichi documenti e cartografie, immagini e filmati della tradizione capoliverese.
Potrete scoprire la vita quotidiana e i racconti dei minatori, le tecniche estrattive, le caratteristiche e i possibili impieghi dei minerali del ferro raccontati nel loro contesto originale, nel cantiere più ricco e grande di Capoliveri, tra natura cultura ed un bellissimo mare. Ottimo spunto per conoscere il territorio di Capoliveri, il Museo è il punto di partenza di diversi percorsi trekking e visite guidate verso le miniere sotterranee ed i cantieri a cielo aperto, le spiagge ed i sentieri del Monte Calamita.

trekking isola d'elba

Nel cuore della Terra
L’emozione del mondo sotterraneo, il fascino del passato e la toccante memoria degli uomini che l’hanno vissuto vi accompagneranno lungo le strade sotterranee della Miniera del Ginevro.
Indossate il caschetto, godetevi il panorama e lasciatevi coinvolgere dalle guide della miniera con tante storie da raccontare lungo il cammino. Dentro le gallerie troverete la storia di Capoliveri, gli aneddoti dei minatori, gli antichi strumenti del lavoro, i treni, gli argani, i martelli usati per scavare 7 km di strade nella roccia, fino a -54 mt sotto il livello del mare. Senza affrontare dislivelli o percorsi impegnativi scoprirete gli insoliti panorami dei sotterranei e come si lavorava, faticava, mangiava, viveva in miniera.

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La raccolta dei minerali
Una buona dose di curiosità, occhi attenti, voglia di imparare sono il giusto equipaggiamento per scoprire i minerali del Calamita.
Le guide della miniera forniscono buoni consigli, curiosità, storie e un martellino per sperimentare la giornata del geologo, alla ricerca dei tesori nascosti nelle rocce più antiche dell’Isola. Magnetite, Pirite, Ematite e Limonite sono i tesori ricchi di ferro dei minatori e dei collezionisti, attratti dalle forme e dai colori dei minerali.
Il Gesso appare in piccoli e bellissimi cristallini gialli, cresciuti sopra la Limonite. Le Ocre rosse e gialle, ricche di ferro, macchiano un po’ le dita e si capisce perché, dopo una finissima macinazione, diventavano colori per dipingere case e chiese elbane. Azzurro e verde svelano la presenza di Azzurrite, Crisocolla e Malachite, i minerali del rame. Ilvaite, Granati, Calciti e Aragoniti faranno felici i cercatori più attenti.

Trekking Guidati

La via della vecchia ferrovia
Le nostre guide ambientali vi accompagneranno con competenza e simpatia nei vari percorsi tra Capoliveri e le Miniere di Calamita; i percorsi sono accessibili a tutti.
Il sentiero ripercorre la vecchia strada ferrata che collegava il cantiere a cielo aperto del Vallone al punto di imbarco vicino alla spiaggia dell'Innamorata, proprio di fronte alle Isole Gemini. La ferrovia a vapore, nata nei primi anni del 900, rappresentava un progresso per il trasporto dei minerali di ferro. Dalla miniera al pontile il treno percorreva ogni giorno 6 km, carico di magnetite, ematite e limonite da imbarcare sulle navi mercantili che attendevano nella baia. L’altoforno di Portoferraio, appena costruito, richiedeva ingenti quantità di minerale per produrre ghisa ed acciaio. Il ferro era la più grande ricchezza dell’Isola e, tra impianti e scavi, quasi tutti gli uomini elbani lavoravano per questa fiorente industria. Il sentiero ci porta a ritroso lungo la ferrovia, segue il filo di questa lunga storia, attraverso rapidi cambiamenti storici, economici e sociali per scoprire le radici degli abitanti di Capoliveri.

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Il cammino dei Minatori
Il punto di partenza del sentiero è in P.za del Cavatore, seguiamo l'indicazione per la caserma dei Carabinieri e oltrepassata questa, dopo pochi metri di sterrata, ci troviamo ad un incrocio: prendiamo la strada più ripida ed affrontiamo una salita un po’ impegnativa per circa 30 minuti; saremo ripagati dalla splendida vista su Capoliveri, Portoferraio e Porto Azzurro. Nei pressi si trovano diverse aree parcheggio, bar, ristoranti, la farmacia, il Municipio ed il centro informazioni. Seguiremo il cammino dei minatori fino alla Galleria del Ginevro, sulla punta più meridionale del Calamita. Siamo sul sentiero 82.
Dopo una pausa per le foto si proseguiamo dritti seguendo il crine del Monte Calamita, dando uno sguardo alla vegetazione tipica della macchia, che qua è accompagnata da ampie zone di rimboschimento, e facciamo attenzione perché non è raro incontrare Fagiani, Upupe ed altri uccelli di passo o rapaci come il Falco pellegrino e la Poiana. Un’ora di cammino e siamo all’ incrocio tra i sentieri 70 ed 82 , cominciamo a scendere verso la Tenuta delle Ripe Alte, con le sue vigne e la grande cantina, che attraverseremo prima di arrivare al cantiere Ginevro.
Chi ha fretta può raggiungere di nuovo Capoliveri imboccando, a destra o sinistra, il percorso 70 ma oramai siamo vicini all'unica miniera sotterranea dell'Isola d'Elba, con le sue strade scavate nella magnetite ed un bel panorama sugli impianti di estrazione affacciati sul mare!!
Poco oltre la Tenuta troviamo l'incrocio con la strada principale, percorribile in auto, che costeggia tutto il Calamita.
Proseguiamo a sinistra, superiamo la cantina dell'Azienda Agricola Ripe Alte, attraversiamo le sue vigne e poco dopo troviamo un altro incrocio: a sinistra la Miniera, segnalata dal cartello del Demanio dello Stato, a destra l'indicazione per Remaiolo, una bellissima spiaggia con ristorante.
Imboccata la strada della miniera ci fermiamo per osservare meglio gli impianti di estrazione e trattamento del minerale: La torre che svetta sul piazzale davanti a noi è il castello di estrazione, con cui si recuperava la magnetite dal sottosuolo, già abbattuta e frantumata a piccoli pezzi, a -54 mt sotto il livello del mare!!
Il nastro trasportatore conduceva il minerale fino all'impianto a gradoni che vediamo sulla scogliera, detto laveria: lì il minerale di ferro veniva separato magneticamente dalla parte sterile, meno ricca di ossidi di ferro e poi trasportato su gomma o via mare fino agli impianti.
Lo scarto della lavorazione si lasciava cadere in mare, fino a cambiare completamente il profilo della costa: lo spiazzo nero che si affaccia sul mare, dove termina la nostra passeggiata, un tempo era una piccola baia!!
Osserviamo bene il colore scuro, dal rosso al nero, delle rocce: la Magnetite che si cavava quaggiù è il miglior minerale di ferro al mondo, con una percentuale pari a circa l'80%.
Continuiamo a scendere, passando sotto il nastro trasportatore, fino al mare, proprio vicino all'imbocco dell'unica miniera sotterranea dell'Elba, il giacimento di ferro più importante d'Europa, chiuso nel 1981 a causa della concorrenza dei paesi in via di sviluppo. Con le guide della Miniera di Calamita si può visitare il cantiere sotterraneo e scoprire l'incredibile dedalo di strade, pozzi e voragini scavati nella dura roccia oltre alla vita dei minatori del sottosuolo.

L'anello di Calamita
Questo è di certo uno dei sentieri più belli e panoramici del Comune di Capoliveri; non presenta difficoltà o dislivelli impegnativi e si affaccia su tutta la costa del promontorio, lasciandovi scoprire la varietà e la bellezza delle baie e le calette più selvagge e tranquille del paese, l'impronta della Miniera nel paesaggio e un'insolita visuale di Capoliveri dall'alto, sullo sfondo del Golfo Stella. Lungo circa 11,5 Km il percorso si snoda all'interno del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, tra pinete e macchia mediterranea, caratterizzata da Cisto, Ginestra, Lentisco, Erica e Rosmarino.